La mia Tesi di Laurea

TESI COMPLETA 

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Il mio cv

CVE

Presentazione in lingua italiana della mia Tesi di Laurea

Presentazione in lingua inglese della mia Tesi di Laurea

Video di presentazione della mia Tesi di Laurea

Tom Rider, ex lavoratore nei circhi

Video

Tyke, elefantessa che nel 1994 voleva solo la libertà

Il 20 Agosto 1994 ad Honolulu Tyke dopo 20 anni di schiavitù nel circo riesce a fuggire dalla sua prigionia durante uno spettacolo, uccide il suo addestratore e prende la strada verso il centro della città.
Durante la fuga Tyke scatena tutta la frustrazione che anni di torture le hanno causato.
Viene accerchiata dalla polizia che dopo averle sparato 86 colpi la fa morire in una lenta e straziante agonia.
Tyke è da allora diventata simbolo dell’intero movimento che chiede la fine delle torture sugli animali nei circhi, un circo moderno, e soprattutto che gli animali siano finalmente lasciati nei loro habitat.
Il video con le immagini della fuga e della morte di Tyke
http://www.youtube.com/watch?v=tAZ81mnZMUEImage

Aside

I divieti all’estero

Di seguito riporto i paesi esteri che hanno emesso divieti, totali o parziali, nazionali o locali, all’uso degli animali nei circhi:

Argentina (divieto dell’utilizzo degli animali a Buenos Aires ed in altri 19 distretti)

Australia (divieto totale o parziale all’utilizzo di tutti gli animali in 34 distretti)

Austria (divieto di utilizzo di tutti gli animali selvatici)

Bolivia [1](divieto di utilizzo di tutti gli animali)

Bosnia (divieto di utilizzo di tutti gli animali)

Brasile (12 giurisdizioni municipali hanno divieti totali o parziali, incluso un divieto totale a Rio de Janeiro)

Canada (divieto totale o parziale in 20 giurisdizioni municipali)

Cile (divieto di utilizzo di tutti gli animali a Santiago)

Colombia (divieto nazionale dell’utilizzo di tutti gli animali selvatici)

Costa Rica (divieto nazionale dell’utilizzo di tutti gli animali selvatici)

Croazia (divieto di utilizzo di tutti gli animali in 21 giurisdizioni comunali)

Danimarca (divieto di utilizzo di tutti gli animali selvatici)

Ecuador (divieto di utilizzo di animali nati in cattività, restrizioni sull’uso di animali esotici e sulla loro importazione)

Estonia (divieto di utilizzo di tutti gli animali selvatici)

Finlandia (divieto di utilizzo di tutti gli animali selvatici)

Grecia (divieto di utilizzo di tutti gli animali)

India (divieto nazionale parziale all’utilizzo degli animali nei circhi)

Irlanda (divieto di utilizzo di animali a Corck e Fingal)

Israele (divieto nazionale dell’utilizzo di tutti gli animali selvatici e divieto di tutti gli animali in 3 distretti)

Malta (divieto di utilizzo degli animali elencati nel CITES)

Nuova Zelanda (divieto dell’utilizzo degli animali selvatici in 3 distretti)

Paraguay (divieto all’utilizzo di animali selvatici)

Perù (divieto di utilizzo di animali selvatici)

Polonia (divieto di utilizzo degli animali selvatici)

Portogallo (divieto di utilizzo di grandi primati e di acquisizione e addestramento degli animali elencati nel CITES)

Regno Unito (oltre 200 giurisdizioni municipali hanno divieti ai circhi con animali ed il divieto su tutto il territorio nazionale è attualmente in discussione)

Repubblica Ceca (divieto parziale all’utilizzo di animali)

Singapore (divieto di utilizzo degli animali selvatici)

Slovacchia (divieto di utilizzo degli animali elencati nel CITES)

Spagna (divieto degli animali selvatici a Barcellona e Blanes)

Svezia (divieto di utilizzo degli animali selvatici)

Taiwan (divieto di importazione di animali selvatici protetti)

Ungheria (divieto all’utilizzo di animali catturati in natura, divieto di acquisto e addestramento di elefanti, primati e di tutti gli animali elencati nel CITES)

USA (divieto dell’utilizzo di tutti gli animali in 20 giurisdizioni municipali)

 


[1] Nel 2009 la Bolivia è stato il primo paese al mondo a vietare l’uso di qualsiasi animale nei circhi, sia selvatici che domestici (a differenza degli altri paesi dove il divieto è limitato solo all’uso degli animali selvatici oppure di determinate specie) con una legge che stabilisce che la detenzione degli animali nei circhi “costituisce un atto di crudeltà”.

Lo Stato italiano ed i finanziamenti ai circhi

In Italia si contano circa 100 circhi, ma è difficile sapere l’esatto numero in quanto bisognerebbe fare la distinzione tra impresa circense ed insegna. Succede infatti che dei circhi inscenano spettacoli con dei nominativi diversi dai propri (quindi la produzione dell’impresa non è legata ad una specifica insegna); inoltre è ormai prassi cambiare il nome della società solo per una stagione o per una tournée. È impossibile anche quantificare il numero degli animali detenuti (alcune stime parlano di 2000 esemplari) per il fatto che questi possono essere scambiati, venduti o affittati ed una buona parte viene acquistata in nero senza passare quindi ai controlli. In alcuni paesi infatti è molto semplice ottenere animali esotici con false certificazioni, ma esiste anche il mercato illegale nazionale di animali selvatici. Nel corso degli anni moltissimi animali tra cui tigri, elefanti, gorilla sono stati sequestrati dai circhi italiani perché importati illegalmente.

Secondo un sondaggio Eurispes del 2011 soltanto l’11% degli italiani è a favore dei circhi con gli animali. La legge 337 del 1968[1] che regolamenta e sovvenziona i circhi in Italia, al punto 1 afferma che “Lo Stato riconosce la funzione sociale dei circhi equestri e dello spettacolo viaggiante. Pertanto sostiene il consolidamento e lo sviluppo del settore.” Quindi, nonostante la bassa percentuale degli italiani favorevoli al circo con gli animali, il Ministero per i beni e le attività culturali garantisce al mondo circense un enorme sostegno, finanziato con fondi pubblici. Queste sovvenzioni ricoprono attività svolte nel territorio italiano e non, acquisto di attrezzature ed iniziative promozionali.

Nel 1985 (con la legge 163) è stato istituito il Fondo Unico per lo Spettacolo (FUS) con lo scopo di finanziare enti, istituzioni, associazioni ed imprese che operano in vari settori tra cui il circo e gli spettacoli viaggianti.

Sovvenzioni degli ultimi anni:

2008 = 6.793.976,00 euro

2009 = 5.755.010,97 euro

2010 = 6.252.883,32 euro

2011 = 6.277.194,00 euro

2012 = 6.336.545,60 euro

Nonostante queste cifre il Presidente dell’Ente Nazionale Circhi (Antonio Buccioni), lamenta una mancanza di fondi sostenendo che ai circhi arrivino solamente i “fondi per le attività circensi in Italia”, come se non ricevesse quelli destinati all’acquisto di attrezzature ed iniziative promozionali.

Diversi fondi sono destinati ai singoli circhi, concessi (solo in teoria) in base a principi ben precisi, alcuni dei quali sono: il rispetto delle norme vigenti in materia di protezione animale, la rilevanza a livello nazionale ed internazionale, la regolarità amministrativa e gestionale. Ma ecco cosa succede in pratica:

  • Nel 2009 in Grecia il titolare del Circo Nazionale Italia Hamar di Coda Prim viene filmato mentre maltratta una elefantessa. Il circo viene espulso ed il governo greco decide di vietare gli spettacoli con gli animali su tutto il suo territorio. Nonostante ciò, in Italia il circo Hamar sta continuando ad esibirsi, ricevendo persino sovvenzioni statali: 35.000 nel 2008, 45.000 nel 2009, 45.000 nel 2010, 25.000 nel 2011, 27.000 nel 2012.
  • Il Circo Coliseum di Roma dal 2005 al 2010 ha ricevuto 357.000 euro dallo Stato. Dei 53 animali che detiene nessuno di essi risulta essere acquistato, bensì sarebbero tutti stati “donati”. Nel 2008 sette tigri appartenenti al circo viaggiavano su un tir con targa falsa e privo di documenti. Nel 2011 sono stati sequestrati due tigri e due elefanti per mancanza di documentazione CITES (Convention on International Trade of Endangered, Convenzione sul commercio internazionale delle specie minacciate di estinzione). Questo circo, oltre ad esibirsi tuttora in Italia e all’estero, continua a percepire fondi statali: 100.000 euro nel 2011 e 76.339 nel 2012.

Il decreto ministeriale 20 novembre 2007[2] stabilisce i criteri e le modalità di erogazione dei contributi in favore delle attività circensi e di spettacolo viaggiante. I suoi obiettivi sono:

  1. favorire la qualità artistica dello spettacolo circense ed il costante rinnovamento dell’offerta di spettacolo viaggiante e dell’arte circense italiana, promuovendo l’innovazione nella programmazione anche attraverso l’utilizzo di nuove tecnologie;
  2. consentire ad un pubblico sempre più ampio di accedere alla cultura circense ed alla conoscenza della tradizione dello spettacolo viaggiante, con particolare riguardo alle nuove generazioni ed alle categorie meno favorite;
  3. promuovere nella produzione dello spettacolo circense e viaggiante la qualità, l’innovazione, la ricerca, la sperimentazione di nuove tecniche e nuovi stili, anche favorendo il ricambio generazionale;
  4. agevolare la valorizzazione della tradizione italiana ed europea;
  5. sostenere la funzione sociale, ricreativa e pedagogica dell’attività circense e dello spettacolo viaggiante;
  6. sostenere la formazione e tutelare le professionalità in campo artistico, tecnico e organizzativo;
  7. incentivare la circuitazione e la diffusione dell’attività circense e dello spettacolo viaggiante;
  8. favorire il rinnovo degli impianti, macchinari, attrezzature e beni strumentali;
  9. sostenere la promozione internazionale della tradizione circense italiana all’estero.

Essendo questi i propositi del decreto, non stupisce il fatto che ogni anno durante i periodi più importanti per i circhi (estate e festività natalizie) la televisione di stato mandi in onda in prima serata messaggi promozionali sui circhi. Persino il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano in un messaggio al presidente dell’Ente Nazionale Circhi (Antonio Buccioni) nel 2011 ha dichiarato: “L’arte circense, nelle sue più alte espressioni, è una festosa sintesi di antiche tradizioni e suggestioni popolari: culture spesso lontane fra loro che arricchiscono lo spettacolo in un continuo fondersi e rincorrersi, creando una rappresentazione simbolo delle diverse identità e della loro feconda integrazione”.

In Italia vige il divieto di detenzione di animali pericolosi (elefanti, tigri, leoni, ecc.) ma, per cause sconosciute, questo non viene applicato ai circhi[3]. Ci sono però comuni che hanno adottato regolamenti restrittivi i quali non vanno contro la legge nazionale, che impone di garantire spazi per gli attendamenti dei circhi, bensì impediscono a questi di potersi fermare sul loro territorio. Ecco l’elenco dei comuni:

Alessandria

Modena

Mantova

Fiano Romano (RM)

Castelnuovo Scrivia (AL)

Sassuolo (MO)

Pescara

Genova

Faenza

Civita Castellana (VT)

Rimini

Campobasso

Gioia del Colle (BA)

Arese (MI)

Bollate (MI)

Pogliano Milanese (MI)

Buccinasco (MI)

Corsico (MI)

Cesano Boscone (MI)

Cinisello Balsamo (MI)

Pesaro


[3] Così stabilisce la legge 7 febbraio 1992 n. 150 con riferimento al decreto del Ministero dell’Ambiente del 19 aprile 1996 per l’individuazione delle specie animali che possono costituire pericolo per la salute e l’incolumità pubblica e di cui è proibita la detenzione. Sono esclusi dal divieto anche giardini zoologici, acquari, delfinari, mostre faunistiche, aree protette e parchi nazionali.

IGUALDAD ANIMAL: Cinco activistas de Igualdad Animal agredidos por trabajadores del Circo Berlín

Cinco activistas de Igualdad Animal fueron agredidos en la tarde de ayer, 6 de enero, por trabajadores del Circo Berlín instalado en la ciudad de Málaga mientras trataban de informar a los viandantes sobre la injusticia que padecen los animales en estos espectáculos.

Entre las agresiones sufridas cabe destacar elcabezazo en la nariz a uno de los activistas, que ha tenido que marcharse de inmediato del lugar,sangrando, en busca de ayuda médica.Además de ser empujados y zarandeados, los activistas han recibido varios puñetazos en el rostro y golpes en la cabeza, no pudiendo evitar la rotura del megáfono de la organización y de dos cámaras fotográficas personales, así como la violenta apropiación de sus teléfonosmóviles.

Las agresiones se produjeron sobre las 19:00 horas de la tarde, a unos 80 metros de donde se encontraba instalado el Circo Berlín. Una docena de activistas asistieron al lugar para portar carteles y repartir folletos a los viandantes y en ese mismo momento apareció el gerente del circo, que agredió a la activista que portaba el megáfono de la organización. Al ir a socorrerla e intentar grabar la agresión aparecieronuna treintena de miembros del circo a agredir a los activistas, sin mediar palabra, rompiendo sus cámaras y robándoles los teléfonos móviles con los que intentaban grabar todo en video.

Varios agentes de la policía nacional se desplazaron hasta el lugar tras ser avisados por los activistas de Igualdad Animal. Uno de los agresores es el propio gerente del circo, Franki Bügler. Los cinco activistas, Atenea, Rafael, Cristina, Saúl y Daniel, están interponiendo ya las correspondientes denuncias junto con sus respectivos partes de lesiones. 

La policía nacional enviará hoy (7 de enero) a ungrupo de investigación para identificar al resto de agresores, puesto que fueron unos seis o siete y sólo se identificó voluntariamente el gerente.

Desde Igualdad Animal queremos dar a las gracias al abogado Daniel Dorado, que está asesorándonos de forma totalmente desinteresada sobre cómo afrontar la denuncia de los hechos ocurridos.

La violencia que los trabajadores del circo ejercen habitualmente contra los animales en sus espectáculos ha sido redirigida, nuevamente, hacia quienes tratamos de defenderlos de forma pacífica y totalmente legítima.

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